Federazione Arti Marziali Italia
 
 

Quarta trasferta internazionale per la FAMI della stagione 2005/2006.
Sabato 22 Aprile si è svolta la Krokoyama-Cup  a Koblenz, in Germania. Tre i  convocati: Giulia Costa per il kata femminile, Alessia Borgarelli per il kumite femminile e Andrea Li Vecchi per il kumite maschile. I ragazzi, nella loro prima esperienza internazionale, erano l’unica rappresentanza italiana in una competizione che vantava la partecipazione di 834 participanti provenienti da 15 nazioni e 128 clubs. Forte la partecipazione di nazioni come l’Ucraina e Slovenia, la vicina Austria e Svizzera, l’intera nazionale inglese e, naturalmente, la forte presenza casalinga tedesca.

La giornata si è aperta con rigorosa puntualità alle otto e mezza del mattino, con la sfilata degli atleti davanti agli arbitri schierati per il saluto. Giusto il tempo di ringraziare il comune per il patrocinio che ha permesso la sesta edizione della manifestazione, elencare una per una le nazioni intervenute  esaltando lo spirito agonistico che unisce ragazzi provenienti da diverse parti d’Europa per una passione comunemente condivisa e poi via con le gare. Sugli otto tatami predisposti sul vasto parquet sono state suddivise le categorie di kata maschile e femminile. Giulia Costa, unica convocata in questa specialità, ha passato il primo turno con un Gojushosho accuratamente preparato per poi fermarsi al turno successivo.
A partire dalle undici e mezza si sono svolti gli incontri di kumite, nelle categorie divise per peso. Borgarelli non è riuscita a passare il primo turno della categoria -53Kg, fermandosi davanti alla notevole superiorità tecnica dell’avversaria austriaca. Anche per quanto riguarda il maschile -65Kg, Li Vecchi non è riuscito ad imporre le sue doti fisiche sull’esperienza del rivale belga.
Nel tardo pomeriggio, al via degli incontri open, la giovane juniores ha svolto un combattimento migliore rispetto al primo, perdendo per 3 a 1 contro una nazionale russa, mentre per il compagno è stata ancora una volta determinante la superiorità tecnica e psicologica dell’atleta del Lussemburgo.
“E’ stata un’esperienza positiva” affermano i tre compagni di squadra. “Nonostante i risultati non propriamente positivi, abbiamo avuto l’occasione di estraniarci dal contesto nazionale e confrontarci con livelli molto alti.” Gli atleti sono convinti che questa possibilità offra loro un diverso modo di approciarsi ai prossimi impegni agonistici.
Va invece sottolineata la straordinaria organizzazione dell’evento, puntuale sotto ogni aspetto: dal rispetto per gli orari predisposti, all’assegnazione dei turni e all’efficienza dei servizi. Nonostante la numerosa partecipazione che superava gli 800 atleti, non si sono verificati ne ritardi ne imprevisti, ulteriore annotazione da riportare in Italia al fine di migliorare la funzionalità delle gare interne e aumentare la popolarità del Karate.

 
     

 

 

 

 

 

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