
in collaborazione con Zen Project
Stage FIAM |
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di Ennio Falsoni Se non avete idea di che cosa sia uno stage federale FIAM, dovevate essere a Misano Adriatico lo scorso mese di aprile. Il centro rivierasco è stato letteralmente invaso da atleti ed accompagnatori venuti da ogni parte dItalia. Tutti presenti allannuale incontro che rappresenta anche il momento di ritrovo delle forze migliori del nostro movimento, loccasione per incontrare vecchi e nuovi amici, i migliori docenti e personaggi di grosso calibro: una miscela di fattori che permette di arrichirsi tecnicamente ed affinare la propria professionalità. Gli ospiti eccellenti sono una caratteristica di questi nostri incontri. Tengo a ricordare le passate presenze di Bill "Superfoot" Wallace, Dominique Valera, Rick Roufus, Benny "The Jet" Urquidez. Joe Lewis, Don "The Dragon" Wilson. Anche questanno non è stato da meno e sono riuscito a mettere assieme un poker dassi: lolandese Rob Kaman accompagnato dal suo braccio destro Freek Ezechiels; il brasiliano Paulo Zorelli, campione del mondo dei massimi Wako-pro di Full Contact, Robin Gracie, ancora dal Brasile, per lormai lanciatissimo Brazilian Ju Jitsu e, sopresa, Franco Falcinelli, maestro dello sport ed ex C.T. della Federpugilato. Ottime le prestazioni di Kaman e di Zorello. Lolandese, insistendo molto sui fondamentali, ha sottolineato le basi su cui si costruisce un kickboxer; il brasiliano con movimenti leggeri come una piuma, nonostante la "stazza", e luso del suo destro potentissimo ha tenuto vivo linteresse dei partecipanti. Ed eccoci a Robin Grace che con il suo Ju Jitsu specializzato in tecniche di lotta a terra, studio complementare alla lotta in piedi con pugni e calci, ha mostrato praticamente come può nascere il "free fight", che sta facendo accoliti in ogni parte dItalia. Infine, Falcinelli; una scelta pilotata più dalla politica che dalla tecnica. Volevo mostrare "dal vivo" quanto ho sempre affermato: i punti in comune che il pugilato ha con la nostra disciplina e come questo potrebbe prosperare attraverso la kickboxing, e volevo soprattutto una persona autorevole nel settore che si rendesse conto della realtà del nostro movimento. Una soddisfazione che riuscisse almeno in parte a far digerire i tanti bocconi amari ingoiati negli anni; in tutti gli anni in cui la Federboxe ci ha "snobbato" e, perchè no, contrastato. E Falcinelli ha appagato questo mio desiderio dicendo: "E per noi una cosa incomprensibile quello che avete realizzato. Innanzitutto non ho mai visto tanta gente e poi così entusiasta, così desiderosa di apprendere, come questa. E un movimento inarrestabile il vostro, e mi farò carico di scrivere personalmente a Petrucci, presidente del Coni, per riferirgli quanto ho visto. In sede FPI poi relazionerò anche a Grisolia. Che errore hanno fatto!, in passato, a non prendervi in considerazione". Lidea che qualcosa possa muoversi mi attira, ma trovo difficile crederci. Comunque sia continueremo a sopravvivere, come abbiamo dimostrato di saper fare fino ad ora, anzi cercando sempre - e riuscendoci - di migliorare i nostri servizi ed incrementare gli associati, senza aver mai ricevuto niente dal Coni. Ci sarebbe bastato un riconoscimento, per dare una collocazione ed una credibilità definitiva alla nostra disciplina ed a tutti i suoi appassionati seguaci.
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