Troisi Marco

Mauro Troisi

Campione Europeo Cadetti Judo

 
 

ROTTERDAM - E' la favola di un gigante buono che diventò nano per arrivare là dove sembrava impossibile. Mauro Trosi dell'Akiyama Settimo Torinese, sedici anni per centodieci chili di peso, è il nuovo Campione Europeo Cadetti. Molti speravano in un acuto della nazionale giovanile, che risvegliasse qualche nuovo campione, ma pochi avrebbe scommesso su “Ciccio” Troisi.

Da sempre il ragazzone dell'Akiyama aveva avuto come arma migliore il proprio peso, centodieci chili che bastavano a impressionare qualunque +90 Kg italiano. Fin da quando, ancora bambino, era arrivato alla palestra di Settimo, i tecnici avevano intravisto la possibilità di farlo diventare un campione dei pesi alti. Mauro è cresciuto così, tra gli allenamenti sfiancanti e le pizze farcite offerte a turno da amici e maestri “Mangia mangia, che devi crescere” , gli ripetevano tutti.

E' riuscito così a ottenere risultati importanti, grazie anche alla stazza impressionante, che lo avvantaggiava, ma al contempo ne nascondeva le vere capacità. Per i maligni restava quello che vinceva solo perché era più grosso, ma che quando si sarebbe trovato davanti avversari del suo stesso peso, si sarebbe sciolto.

Nonostante il titolo italiano, sembrava che non avesse grandi possibilità di fronti ai mastodonti europei. Invece Troisi ha raccolta la sfida con l'ambizione di un campione. E' dimagrito e si è allenato sulla velocità. Al Campionato Europeo i suoi centodieci chili abbondanti sembravano nulla di fronte ai centotrenta e più di alcune montagne umane e il gigante è diventato un nano. Con una furia inedita su quel viso solitamente allegro si è messo a danzare attorno ai suoi avversari, sfiancandoli, strattonandoli, sfruttando al limite destrezza e talento. Ha sconfitto nettamente il tedesco Selin e ha superato di misura l'israeliano Mamistvatov. Nelle semifinali si è sbarazzato in soli 28 secondi dell'azero Novruzo, con un impressionante Ippon di tomoe-nage . La sfortuna ha rischiato però di rovinare tutto. Nei primi incontri Troisi era infortunato la gamba destra, che, dopo le cinque ore di attesa per la finale, appariva gonfia a bluastra. E' stato allora che il nano è ridiventato gigante e zoppicando è sceso in campo per la finale contro il massiccio georgiano Okroashvili. Voleva vincere. E vince Mauro Troisi, di misura ma inequivocabilmente. La leggenda del gigante torinese inizia così. A presto per la prossima puntata.

L'unica altra medaglia per i nostri atleti arriva ancora da un peso massimo: la pugliese dell'Olimpic Center, Lucia Tangorre, che nei +70 Kg ha dato vita a una gara quasi perfetta, rovinata solo da una prestazione incerta contro la francese Cecile Delwail. L'allieva dei maestri Girardi e La Barbera, è partita con grande convinzione contro l'inglese Laura Haynes, superando gli imbarazzi iniziali con una vittoria per ammonizioni. Ha poi disputato una vera e propria battaglia con la potente bulgara Mariya Oryashkova, battendola di misura. Il crollo nelle semifinali, dovuto forse a un lieve appagamento, prende un po' tutti di sorpresa. La Delwail in poco più di un minuto le rifila un wazari e un ippon . L'italiana dimostra però una mentalità matura ed è bravissima a dimenticare subito la sconfitta e a presentarsi lucida alla finalina, dove torna quella dei primi due incontri e trionfa sulla Polacca Wioletta Nasiadko, conquistando un meritato bronzo.

Francesco Osborne