(Seconda parte)
Capitolo primo: Nozioni di base.
1.1 Nozioni generali
Ogni disciplina usa un linguaggio suo proprio, un po'
perchè ogni peculiarità deve essere descritta attraverso
definizioni peculiari, un po' perchè gli specialisti colgono
il destro per darsi arie di importanza attraverso l'uso di "parole
d'ordine" che li fanno regredire fino al periodo del servizio militare
o, addirittura, alla prima infanzia.
Cercherò di riassumere e di spiegare, qui di seguito, in maniera
del tutto comprensibile, alcuni dei termini più importanti in
cui potremmo inciampare in questo ed altri libri della collana : "Quaderni
di Fitness".
Spiegazioni più esaurienti potranno essere attinte su alcuni
argomenti dalla lettura di un altro volume di questa serie (Viaggio
intorno e dentro il nostro corpo) dello stesso Autore e dello stesso
Editore.
Parleremo di attività muscolare ogni volta che,
posti di fronte ad un meccanismo abbastanza complesso di provocazioni
e risposte, le risposte si concretizzino in una reazione dei muscoli
scheletrici attraverso un ordinato intervento, in successione, dei gruppi
muscolari più adatti (catena neuro-muscolare) a conseguire lo
scopo a cui il gesto tende. La reazione può prendere la forma
di movimento di uno o più segmenti corporei (contrazione) oppure
la forma di una "postura" relativamente stabile: una relativa,
apparente, immobilità.
Mentre stiamo passeggiando su una spiaggia semi-deserta, pronti a gettarci
in mare, un malvivente, attratto dai nostri calzoncini da bagno assolutamente
"firmati", ci aggredisce alle spalle, puntandoci un coltello
affilato nella schiena, fino a scalfirci la pelle.
Dall'epidermide (organo di senso, recettore) l'informazione del pericolo
giunge velocemente al cervello (centro di comando) attraverso le apposite
vie del Sistema Nervoso.Il cervello, valutate in un attimo situazioni
esterne (rapinatore, coltello, vento a favore o a sfavore, presenza
della fanciulla che vogliamo conquistare ad ogni costo) situazioni interne
(equilibrio emotivo, assenza di danni al sistema motorio, capacità
di reazione, buona digestione ecc.) abilità acquisite (abbiamo
vinto negli ultimi anni, dieci campionati mondiali di Karaté
nella categoria "open"), può impartire ordini di tipo
diverso:
1 - Attacco immediato all'aggressore.
Giriamo velocemente su noi stessi e con l'avambraccio sinistro deviamo
la mano che impugna il
coltello. Usiamo poi tutta le nostre arti per ridurre il malintenzionato,
se siamo in Primavera, ad uno
zefiro sottile, spalmandolo sulla sabbia. Osserviamo distrattamente
quanto stiano bene insieme il rosso
del suo sangue ed il grigio polveroso che lo sta assorbendo: un classico.
Se sarà andato tutto per il verso giusto, a parte un largo squarcio
sotto le scapole, avremo difeso
vittoriosamente i nostri slips e conquistato la nostra ragazza: la maggior
parte delle leggende ha un
inizio simile a questo e, a volte, anche peggiore.
2 - Immobilità assoluta e cessione degli slips
senza opporre resistenza :
abbiamo sempre coltivato l'inconscio desiderio di passeggiare completamente
nudi, della ragazza, in
fondo, non ci importa nulla (ha una conversazione "cosi noiosa"),
amiamo dividere con gli altri tutti i
nostri averi (ci chiamiamo Francesco e stavamo per dare inizio ad una
sontuosa Predica agli uccelli,
ai pesci e ad altre creature del buon Dio. Il nostro motto è
sempre stato: “Non solo uccelli.”).
In tutti e due i casi, e qualunque sia il risultato
raggiunto, lo avremo ottenuto attraverso una serie di contrazioni muscolari
scatenate da un comando che, partendo dal cervello, è giunto
ad attivare i motoneuroni nel midollo spinale. Gli impulsi che partono
da questi "neuroni motori" (detti anche neuroni alfa) raggiungono
uno o più muscoli dello scheletro e li inducono ad accorciarsi
od estendersi, obbligando al movimento, o ad una apparente immobilità,
le leve ossee ad essi collegate.
L'impulso potrebbe anche provenire dai fusi muscolari organi d'allarme
e di con trollo siti all'interno del muscolo scheletrico.
I fusi muscolari
sono formati da fibre, affatto particolari, circondate, in prossimità
della loro parte mediana, da terminazioni nervose.
Ogni qualvolta il muscolo viene stirato, questi organi subiscono un
analogo stiramento: le terminazioni nervose vengono attivate ed inviano
impulsi ai motoneuroni alfa, eccitandoli. L'eccitazione raggiunge poi
il muscolo che deve agire: questo si contrae, evitando, in non poche
occasioni, di subire un allungamento che, superando il suo fattore elastico,
lo potrebbe danneggiare.
I neuroni che innervano le fibre dei fusi muscolari vengono chiamati
neuroni gamma: le loro dimensioni sono più contenute rispetto
a quelle dei neuroni alfa.
Il percorso stiramento, reazione, impulso che avviene nei fusi muscolari
prende il nome di circuito gamma. L'insieme di reazioni che avvengono
"dopo" lo stiramento di un muscolo prendono il nome di riflessi
da stiramento e sono in gran parte responsabili delle posture.
Quando parliamo di posture ci riferiamo generalmente
alla relazione esistente fra il corpo od i segmenti corporei e lo spazio
che lo o li circonda.
Sono posture del corpo, ad esempio, lo stare seduti, in piedi, supini,
bocconi, giacere sul fianco ecc.
La forza che condiziona tutta la nostra esistenza e quella di tutti
gli esseri viventi è la forza di gravità, forza assolutamente
positiva, che ci permette di coltivare le nostre usuali attività,
senza librarci per l'aria, sfiorando le punte dei cipressi (ho molta
nostalgia di Toscana).
Questa forza tende però ad attirarci o a schiacciarci contro
il suolo: ciò che ci impedisce di strisciare sono i muscoli estensori
che sono i muscoli anti-gravitari per eccellenza. I muscoli estensori
sono fondamentali per il mantenimento dell'equilibrio anche se lo stimolo
proviene da altre parti del corpo.
Sto insistendo sull'equilibrio perchè, oltre
ad essere una qualità essenziale per la pratica di qualunque
genere di sport, lo è anche per poter, ad esempio, scendere le
scale o salirle, o, semplicemente, andare a fare la spesa: prima che
atleti siamo, comunque, esseri umani.
Stiamo uscendo dal nostro supermercato preferito oberati da pacchi,
scatole, sacchetti: procediamo a stento. Stiamo raggiungendo il nostro
automezzo, quando un bambino privo di genitori ("Non" è
orfano: i genitori, piuttosto provati, lo sguinzagliano sperando che
qualche buon samaritano lo investa in modo definitivo) ci taglia la
strada, ci urta clamorosa mente, ci fa vacillare.
La nostra testa viene scaraventata in avanti, gli occhi si accorgono
che il suolo si sta avvicinando, i recettori posti nella parte interna
dell'orecchio (canali semicircolare ed otoliti) avvertono il brusco
cambiamento di relazione con lo spazio circostante, i fusi situati nella
muscolatura del collo vengono "stirati": immediatamente, facendo
contrarre gli adatti gruppi muscolari, fanno si che il nostro cranio
riprenda la sua normale relazione con lo spazio circostante.
Il movimento della testa (riflesso da stiramento) ci porta a contrarre
in maniera adeguata altri gruppi muscolari situati nella parte superiore
e, successivamente, nella parte inferiore del corpo.
I comandi sono stati:
1 - Contrai i muscoli del collo.
2 - Riporta la testa in posizione eretta.
3 - Usa mani e braccia per contrastare e bilanciare la spinta in avanti:
al diavolo i sacchi di vettovaglie
che stiamo trasportando.
4 - Avanza velocemente con uno dei due piedi: quello "non"
carico.
5 - Riprendi la posizione eretta con tutto il corpo.
6 - Impreca proferendo cose poco riferibili (se sono presenti donne
e bambini tanto meglio) quando ti
accorgi che due dozzine d'uova fresche stanno nutrendo il marciapiede.
Una cosa da ricordare: è
sempre la posizione del capo che determina tutte le reazioni del resto
del corpo.
Nelle Arti Marziali, nei combattimenti, nelle risse,
dell'avversario si guardano soltanto gli occhi e la posizione della
testa: guardare altrove è inutile e dispersivo.
I meccanismi appena descritti sono alla base della coordinazione muscolare
altrettanto necessaria per la sopravvivenza che per primeggiare negli
sports. La coordinazione è soprattutto necessaria nel passaggio
da una postura ad un'altra.
Le stazioni motorie che si succedono in questo passaggio, saranno determinate
essenzialmente dalla coordinazione che garantirà equilibrio,
distribuzione dei pesi, fluidità ed organizzazione del movimento.
Chiameremo movimento
tutto ciò che avverrà, all'interno del sistema considerato,
fra l'abbandono di una postura ed il raggiungimento di quella successiva.
Saranno movimenti, ad esempio, quelli che effettueremo per passare dalla
posizione seduta a quella sdraiata e/o da questa alla posizione all'impiedi.
Quando uno stimolo (provocazione al movimento) è immediatamente
seguito da una reazione schematica ci troveremo innanzi ad un movimento
riflesso.
Stiamo dormendo.
Nel sogno passiamo in rassegna alcuni paradisi di tipo orientale completi
di Uri': siamo proprio soddisfatti della piega che stanno prendendo
gli avvenimenti. Stiamo scegliendo, fra centinaia, le sei fanciulle
più graziose: la nostra religione, quella del sogno intendo,
ci impone di farlo, siamo praticamente obbligati. Il settimo giorno
(prendendo esempio da Persone Altolocate), dopo esserci prodigati per
il loro bene, se saremo avvizziti riposeremo.
Un nostro vecchio amico, scomparso da tempo, (noto, ai tempi della scuola,
come "il deficiente") ci introduce uno squillo di tromba direttamente
nell'orecchio destro, quello più esposto. Dopo un attimo di sbigottimento,
il nostro corpo reagisce con violenza: ci troviamo seduti, gli occhi
che vagabondano per la stanza, il cuore impazzito, i due capelli ancora
neri, incanutiti di colpo. In un solo attimo, abbiamo visto scorrere
innanzi agli occhi parte della nostra vita e (ed è ancora peggio)
non c'è più alcuna traccia di Uri' per quanto possiamo
aguzzare lo sguardo.
Dopo aver fatto a pezzi con un'accetta strumento e suonatore, analizziamo
con calma quanto è successo.
Un recettore sensitivo posto nell'orecchio stimola
il corrispondente neurone sensitivo.
La fibra nervosa del neurone raggiunge o il tronco dell'encefalo oppure
il midollo spinale.
La sinapsi (collegamento) fra neurone sensitivo e neurone motore porta
ad una stimolazione delle fibre nervose: questa stimolazione eccita
il muscolo interessato da quel movimento. La contrazione, od una serie
successiva di contrazioni, conduce al movimento, nel nostro caso, piuttosto
repentino.
Questa interessante sequenza prende il nome di arco riflesso.
Usando, per uno scopo sacrosanto, l'accetta, abbiamo compiuto, invece,
un movimento volontario
I movimenti volontari sono determinati da interventi
volitivi provenienti da aree specializzate della corteccia cerebrale.
I movimenti volontari sono caratterizzati, rispetto a quelli "riflessi",
soprattutto dalla
loro imprevedibilità.
Dopo esserci svegliati di soprassalto abbiamo usato un'accetta: forse,
nel nostro intimo, non abbiamo mai avuto molta simpatia per il suonatore
di tromba.
Se, putacaso, avessimo sorpreso a suonare lo stesso strumento, nello
stesso modo, nello stesso padiglione auricolare, una delle sei Uri'
(o anche tutte e sei insieme) avremmo potuto trovare lo scherzo perfino
divertente. Forse le avremmo battute con un fiore (una viola o un ciclamino
) e chissà che altro.
Avremmo, cioè, risposto allo stesso stimolo in modo tutt'affatto
diverso.
O, meglio: la prima parte della reazione non sarebbe cambiata: i movimenti
di reazione immediata non sono volontari. Si sarebbe palesata, comunque,
la sequenza che abbiamo chiamato arco riflesso.
La seconda parte (movimenti volontari) si sarebbe svolta, invece, in
modo assolutamente differente: diverse alcune circostanze, diversa la
predisposizione, diversa la valutazione, diverso il comportamento.
(Una notazione per i più curiosi.
Uri deriva dalla parola araba Al-hur che si riferisce a bimbe dagli
occhi neri dalla verginità continuamente rinnovata proprio perchè,
suppongo, continuamente perduta.
Non staremo di certo a sottilizzare né sul colore degli occhi,
né su altre caratteristiche altrettanto superficiali. "Ok?"
come pare dicesse sovente uno dei Profeti Minori).
La decisione della volontà tende a controllare
l'esecuzione dell'intero movimento, non le fasi di contrazioni successive
che, da una postura, portano ad un'altra.
Questa considerazione essenziale delle Scienze Fisiologiche, viene ripresa
e splendidamente sviluppata, nella serie "Quaderni di Yr",
da T. Whitney e V. Karmakar nel libro Fare centro: Training mentale
per arcieri. (Editore: Il Planetario - Bologna)
Già nelle nozioni preliminari vengono posti a confronto "Mente
cosciente" (atti volontari) e "Mente subcosciente" (atti
involontari o riflessi).
Riprendiamo, con il permesso di Autori ed Editore,
questo interessante contributo:
Mente cosciente Mente subcosciente
(Movimenti volontari) (Movimenti involontari)
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Può fare una sola cosa alla volta Può fare migliaia di
cose alla volta
Decide per le nostre attività Sostiene le nostre
attività
Stabilisce che cos'è giusto e cosa è
Non è legata all'idea di bene e di male
sbagliato
Stabilisce cosa debba imparare la Impara tutto ciò
che la mente cosciente
mente subcosciente le impone di apprendere
Agisce sulla base delle informazioni Filtra tutte le
informazioni non necessarie
che il subconscio porta alla sua attenzione e da rilievo a quelle necessarie
o interessanti
Abbiamo sovente parlato di contrazione.
Abbiamo anche appreso che cosa è, quando, come e perchè
avviene (Vedi Viaggio intorno e dentro il nostro corpo dello stesso
Autore). Non ci rimane, infine, che esaminarne le modalità.
La contrazione può essere:
Concentrica
Si ha questo tipo di contrazione quando i capi articolari interessati
ad un determinato movimento, a causa della contrazione dei muscoli scheletrici,
tendono reciprocamente ad avvicinarsi.
(Esempio: flessione bicipiti con bilanciere nella fase attiva)
Questo tipo di contrazione viene anche chiamata isotonica o, anche,
superante.
Il termine "isotonico" (dal greco "isos") significa
"con lo stesso tono" ed oserei dire (posso osare?) che è
un termine errato in quanto non è affatto vero che per tutto
l'arco del movimento il tono rimanga il medesimo: è solo una
convenzione.
La contrazione isotonica (o concentrica) è un tipo di contrazione
dinamica in quanto porta ad una variazione nella lunghezza del muscolo
o dei muscoli interessati al movimento.
Eccentrica
Si ha questo tipo di contrazione quando i capi articolari, sempre a
causa della contrazione dei muscoli scheletrici, tendono ad allontanarsi
l'uno dall'altro.
(Esempio: flessione bicipiti con bilanciere nella fase passiva)
E' la tipica contrazione in cui i muscoli scheletrici si oppongono ad
un carico, attirato verso il basso dalla forza di gravità. Anche
l'eccentrica è un tipo di contrazione dinamica.
segue ......