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7.3 Principio numero tre. (Attenzione! Attenzione! Attenzione!)
Le calorie bruciate dal nostro organismo per poter sopravvivere
(vita vegetati va- metabolismo di base) sono consumate quasi esclusivamente
dal tessuto muscolare.
Inoltre (Attenzione! Attenzione!) il nostro organismo reagirà
ad una minore assunzione di calorie con un rallentamento del metabolismo
di base.
In altre parole ciò significa che (Attenzione!) il nostro organismo
brucerà più calorie quando ci alimenteremo di più,
e brucerà meno calorie allorquando assumeremo una quantità
minore di nutrienti.
Il rallentamento del metabolismo basale, pur non essendo immediato,
interviene entro un lasso di tempo assai breve che, a seconda di età,
sesso, doti genetiche, doti bio-chimiche, ambiente, abitudini ecc. si
può indicare in un intorno di quattro - sei giorni.
Questo è uno dei problemi fondamentali per tutti coloro che devono
affrontare un particolare regime alimentare per perdere una parte del
grasso corporeo in eccesso: vedremo come risolverlo nel prossimo capitolo.
Ovviamente, di ciò che abbiamo appena detto, nessuno vuole tener
conto: non essi dietologi che, al disturbo di dover percepire la parcella,
non vogliono aggiungere complicazioni di alcun genere, non essi pazienti
che vogliono solamente illudersi ed essere illusi e, se possibile, anche
essere bastonati duramente.
Una gran parte delle spiegazioni che questo paragrafo meriterebbe, sono
già state fornite al paragrafo precedente: 7.2.
Rileggerlo non potrà arrecarvi alcun danno, anzi.
7.4 Principio numero quattro: un'altra strofa della stessa canzone.
Il nostro organismo si affeziona moltissimo al grasso
di riserva e cerca di preservarlo ad ogni costo.
In caso di necessità sacrificherà, piuttosto, il tessuto
muscolare.
Commenterò insieme quarto e sesto principio perché gli
argomenti trattati sono, per più di un verso, complementari.
Attendere un poco migliorerà la vostra pazienza e la mia propensione
a farvi partecipi di segreti che potranno sconvolgere il mondo. Forse.
7.5 Principio numero cinque.
Il tessuto muscolare (idrato) contenendo molta acqua,
pesa assai di più del grasso che ne contiene pochissima e che
perciò è detto anidro.
Il primo segnale che una qualche dieta è spaventosamente sbagliata
è proprio il rapido decremento del peso corporeo. Vediamo insieme
perché.
Come vedremo diffusamente al successivo paragrafo 7.6 il cammino che
si de ve percorrere per diminuire la percentuale di grasso corporeo
è assai periglioso e, soprattutto, è una sorta di pellegrinaggio
che si può svolgere solamente, a somiglianza di quello che accadeva
nel Medioevo, in tempi lunghi o lunghissimi.
Supponiamo dunque che stiate seguendo una dieta ipocalorica
che riduca il vostro peso in maniera sensibile in pochissimi giorni.
Ragioniamo insieme:
1 - E' possibile che parte del peso perduto sia dovuto
alla diminuzione dei liquidi corporei. E' evidente che la dieta è
non solo pericolosa, ma anche inutile: voi non dovete perdere preziosa
acqua che verrà presto comunque reintegrata, ma dovete perdere
grasso!
2 - Per quanto leggerete al successivo paragrafo 7.6 non
state perdendo grasso, se non in minima parte: il grasso pesa poco e
perderlo implica sempre il trascorrere di tempi lunghi o lunghissimi.
3 - Quindi (orrore!) state proprio perdendo solidi muscoli:
la veloce perdita di peso è proprio dovuta al fatto che la parte
più pesante del vostro corpo (appunto il tessuto proteico) se
ne sta andando, abbassando cosi, come avete appreso da tempo, il vostro
metabolismo basale.
Orbene, ogni qualvolta qualcuno (o qualcosa: vedi per tutti essi dietologi)
vi promette dimagramenti rapidi e massicci, tipo tre chili in tre giorni,
dieci chili in ventitre giorni e via turlupinando, afferrate il martello
più pesante che trovate e percuotetelo forte sugli alluci: almeno
per qualche tempo non potrà portare dattorno la sua cattiva novella.
Tagliategli, se potete, anche i fili del telefono.
Purtroppo non potrete fare lo stesso con televisioni e riviste che si
occupano, a loro dire, di salute: potete, però, o cambiare velocemente
canale o smettere di acquistare gli scritti perniciosi e farvi imitare
da tutti i vostri amici.
Ricordate che, come possono raccontarvi idiozie poderose sulle diete,
lo possono anche fare per qualsiasi altro argomento, cellulite inclusa.
7.6 Principio numero sei.
Le riserve di grasso possono essere bruciate (mobilizzate,
metabolizzate) secondo leggi ben precise che ora vedremo.
In ogni caso queste riserve saranno metabolizzate soltanto se saranno
presenti gli idrati di carbonio (glucidi, carboidrati).
Chi avrà letto con attenzione il secondo volume di questa stessa
serie Quaderni di fitness, (dedicato alla descrizione delle Capacità
condizionali: Forza, Velocità, Resistenza) ricorderà che
la ricerca della resistenza passava necessariamente per una strada obbligata:
carichi lievi, ripetizioni elevate.
La stessa strada va percorsa da tutti coloro che vogliono, attraverso
il movimento, giungere ad una maggior mobilizzazione dei lipidi (grassi).
Vediamone la ragione esaminando uno dei modi più comuni usati
dal genere umano e per traslocare e per allenare il corpo: la corsa.
1 - Primo stadio.
Iniziamo a correre lentamente: i battiti cardiaci aumenteranno progressivamente
e lentamente si stabilizzeranno. Il ritmo della corsa verrà poi
incrementato: i battiti di nuovo aumenteranno e, dopo il normale assestamento,
rimarranno di nuovo stabili fino a che il carico, sia interno che esterno,
verrà mantenuto costante.E' ovvio che stiamo consumando energia,
ma questa energia non viene attinta dai lipidi (grassi), ma dai depositi
di carboidrati che il nostro organismo ha immagazzinato, soprattutto
in muscoli e fegato, sotto la forma di glicoso e di glicogeno. (Vedi
anche il paragrafo 7.2 di questo stesso volume, ed il secondo volume
della Collana Quaderni di fitness).
Questo quantitativo è irrisorio (circa 500 grammi) e, comunque,
perderlo non vi servirà per ridurre il vostro peso corporeo in
quanto dovrà essere immediatamente reimmagazzinato non appena
le condizioni esogene ed endogene lo consentiranno.
Il fenomeno dell'utilizzazione dei carboidrati (idrati di carbonio -
glucidi) si protrae per un lasso di tempo che si aggira intorno ai venti
minuti: in questo periodo la metabolizzazione dei grassi è pressoché
nulla o assai scarsa. E' evidente, quindi, (per quanto riguarda la ricerca
della diminuzione della percentuale di grasso corporeo) l'inutilità
di correre in modo selvaggio per dieci o quindici minuti e poi fermarsi
di botto: ciò potrà essere utile per migliorare la funzionalità
del vostro sistema cardiovascolare o per procurarvi un infarto di qualità
assolutamente superiore.
2 - Secondo stadio
Sono trascorsi ormai venti minuti dall'inizio della corsa e stiamo galoppando
indomiti per monti e per valli con il cuore che sta cercando di schizzare
fuori dalle nostre orbite dilatate.
"Ecco che ci siamo" esclameranno i lettori più attenti,
sdraiati mollemente nella loro poltrona più comoda: "Stiamo
cominciando a perdere grasso". Chi ha letto e studiato a memoria
il Secondo volume di questa serie (appena nominato) sa che può
anche non essere vero. Vediamo il perché distinguendo due casi
strettamente collegati al numero di battiti che il nostro cuore gorgheggia
minuto per minuto.
Una premessa importante, necessaria per comprendere tutto ciò
che fra poco verrà esposto: Il massimo numero di battiti cardiaci
che ognuno di noi può teoricamente raggiungere in un minuto è
pari a: 220 meno la propria età dove duecentoventi rappresenta
il numero massimo di battiti che possono essere raggiunti, normalmente,
dal cuore di un neonato.
Sappiamo cosi, in teoria, che:
Il massimo numero di battiti-minuto per una creatura di 20 anni sarà:
200
" " " " " " " " " "
30 anni sarà: 190
" " " " " " " " " "
40 anni sarà: 180
e via conteggiando.
In realtà la formula è un poco più complicata,
ma per quanto a noi serve, quella che abbiamo usato va benissimo, sempre,
però, tenendo conto che i valori effettivi possono anche essere
un poco diversi da individuo ad individuo, a seconda di sesso, età,
doti genetiche e biochimiche, temperatura, ambiente e, soprattutto allenamento
Siamo ora in grado di proseguire nell'esposizione dei due casi annunciati,
per osservare che cosa accade dopo che siano trascorsi i primi venti
minuti.
Primo caso.
Abbiamo vent'anni e stiamo galoppando forsennatamente: il nostro cardiofrequenzimetro
ci informa che il nostro cuore pulsa fra i 150 ed 170 battiti al minuto,
pari al 75% - 85% del nostro massimo teorico che è 200.
Ci stiamo allenando con impegno, è vero, ma questo tipo di allenamento
favorirà soprattutto il miglioramento di tutti i parametri collegati
con il sistema cardiovascolare, e solo in minima parte, la perdita di
grasso corporeo.
(Scoperte ed opinioni abbastanza recenti tendono, però, a contestare
in parte questa affermazione)
A questo punto possiamo già giungere ad una prima conclusione:
Se vogliamo migliorare i parametri collegati con il nostro sistema cardiocircolatorio,
dovremo mantenere, durante l'allenamento, i battiti cardiaci fra il
settantacinque e l'ottantacinque per cento del massimo battito cardiaco
teorico. Raggiungere valori superiori può essere assai pericoloso
e anche, talora, mortale.
Raggiungere valori inferiori ci fa scivolare nel:
Secondo caso.
Abbiamo sempre vent'anni, siamo ben zavorrati con solida ciccia, e stiamo
solo trottando: il nostro cardiofrequenzimetro ci informa che il nostro
cuore pulsa attorno ai 120-150 battiti al minuto pari al 60% - 75% del
nostro massimo teorico che è sempre 200.
Ebbene si! Stiamo proprio facendo la cosa giusta: stiamo
metabolizzando lipidi (grassi)!
Possiamo ora fare una seconda affermazione: Se vogliamo giungere alla
metabolizzazione dei lipidi dovremo mantenere il battito cardiaco fra
il 60% ed il 75% del massimo battito cardiaco teorico. Raggiungere valori
superiori ci farà ricadere nel primo caso.Raggiungere valori
inferiori porterà, a seconda delle evenienze, ad una mobilizzazione
dei grassi inferiore o pressoché nulla.
Come i più acuti di voi avranno certamente notato, riuscire a
mobilizzare i lipidi non è stato facile proprio perchè
il nostro organismo tende a difenderli ed a conservarli in tutti i modi,
leciti ed illeciti (vedi anche il paragrafo 7.4).
Per metabolizzare i grassi (lipidi), infatti, abbiamo dovuto:
1 - Correre dapprima per venti minuti per esaurire le
riserve di glicoso e di glicogeno.
2 - Correre poi ancora per un bel tratto controllando
accuratamente che i battiti cardiaci rimanessero in un range del 60%
- 75% del nostro massimo battito cardiaco teorico. Una domanda che,
lo so, urge nella gola dei miei lettori più voluminosi e più
pigri è: "Abbiamo capito benissimo tutto. Ma quante calorie
avremo perso dopo aver galoppato un'ora come forsennati?"
Ragazzi, reggetevi forte, a meno che non siate già seduti: dal
fronte cattive noti zie.Il dispendio calorico si aggira (a seconda di
sesso, età, stile di corsa, temperatura interna ed esterna, tipo
di abbigliamento, abilità nell'esercizio, allenamento e via distinguendo)
fra 0,9 e 1,2 chilo calorie per chilogrammo di peso e per chilo metro
percorso, calcolando anche gli attriti.
Ciò significa che una persona di ottanta chilogrammi che percorra
in un'ora di corsa 9 chilometri (seguendo con attenzione le indicazioni
appena fornite) avrà un dispendio calorico totale, compresi gli
attriti, che si porrà fra:
0,9 x 80 x 9 = 648 chilo calorie e 1,2 x 80 x 9 = 864
chilo calorie
il che significa la perdita complessiva di nemmeno cento
grammi di grasso corporeo (nel primo caso assai meno!)
"Orrore" esclameranno i miei lettori più sferici aggiungendo
a questa esclamazione assolutamente civile, altre aggiunte meno civili
dopo avere allontanato i bimbi più piccoli che non frequentano
ancora gli asili.
Per gli altri non ci sono problemi: durante le gioiose ore di frequentazione
avranno, di certo, imparato a memoria invettive anche peggiori..
Orrore si, ma fino ad un certo punto, se pensate che, soltanto correndo
tre volte per ogni settimana, alla fine di un anno potrete aver perso
qualche cosa come quindici chilogrammi di grasso sempre che le assunzioni
di nutrienti si mantengano ai livelli normali e non trasmodino in abbuffate
senza pietà né religione.
Come ho cercato di farvi capire dall'inizio di questo
libro (e della Collana: Quaderni di fitness) l'unico modo per ottenere
risultati duraturi e salutari è soltanto quello di tenere un
insieme di comportamenti razionali e corretti per ogni giorno della
nostra vita e per tutta la nostra vita, magari con qualche estemporanea
trasgressione. Quindi possiamo concludere che:
---Per ottenere risultati duraturi dovremo tenere comportamenti
duraturi ---
Il metodo opposto (continue trasgressioni, con qualche
estemporanea puntata nel razionale) non porta, non ha mai portato e
non porterà mai ad alcun risultato in termini di miglioramento
di intelligenza, salute, amore, peso, aspetto.
La perdita di grasso corporeo potrà avvenire, poi, se assumerete
(come ragione comanda) la vostra normale razione di idrati di carbonio:
ecco perché le diete che limitano in maniera drastica l'assunzione
di pasta, riso ecc. sono al livello più basso di idiozia.
Ricordiamo poi che (Attenzione!) i carboidrati hanno valenze caloriche
assolutamente paragonabili ai protidi: vanno soltanto assunti (Attenzione!)
come ve dremo nella parte propositiva del testo, secondo criteri razionali
ed in periodi particolari della nostra giornata.
Dopo il grido: "No alle diete che eliminano gli idrati
di carbonio. Sono assolutamente demenziali!" eccovi, proprio qui
di seguito, una ampia, deliziosa, appetitosa spiegazione. Un consiglio:
incomiciate, da subito, a leccarvi le labbra.
Per comprendere appieno tutto ciò che segue, dovremo
ancora partire dal Ciclo di Krebs di cui abbiamo ampiamente discusso
sia nel Primo volume (Viaggio in torno e dentro il nostro corpo) che
nel Secondo (Le capacità condizionali: Forza - Velocità
- Resistenza) di questa stessa Collana: "Quaderni di Fitness."
Ne faremo una proiezione assai semplificata nel disegno
numero....alla pagina ....
segue ........
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