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Campionati Europei di Wushu - Rotterdam |
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Si è svolta a Rotterdam dal 2 all' 8 ottobre scorsi l'ottava edizione dei Campionati Europei di wushu patrocinata dall'EWF, l’European Wushu Federation ufficiale, e diciamo subito che per l'Italia si è trattato di una spedizione tutto sommato positiva, con qualche luce inattesa e diverse ombre. Le luci sono venute dal settore del taolu (forme), che vedeva una squadra di otto elementi equamente composta da veterani e da nuove leve. Sono stati proprio i nuovi innesti, tutti "made in Budokwai", voluti tenacemente dal direttore tecnico azzurro M° Mario Pasotti, a dare le maggiori soddisfazioni alla nazionale italiana: la reginetta della manifestazione ed esordiente di lusso si è rivelata infatti Angelica Cukon, 14 anni appena, che con una tripletta secca si è portata a casa l'oro e il titolo di campionessa europea nella specialità nangun, seguita dall'argento in nandao e dal bronzo in nanquan. La sua compagna di club in azzurro Astrid Casali, anche lei giovanissima esordiente ha festeggiato il debutto con un brillante argento in spada, conteso fino all'ultimo alla campionessa in carica russa. Terzo medagliato della compagnia Budokwai, anche lui alla sua prima esperienza internazionale con la maglia azzurra, è stato Giorgio Khawan nella specialità nangun maschile : un prestigioso bronzo per lui, peraltro vittima di discutibili punteggi nelle altre specialità. Buono l'esordio anche per un altro giovane, Marco Costenaro, il quinto atleta del team orobico a Rotterdam, che si è piazzato sesto in nandao. Oltre agli exploit del “vivaio” vanno segnalati i buoni risultati dei veterani: Lorenzo Paglia si aggiudica un argento in taijiquan e un bronzo in taiji spada, mentre Luca Citron la spunta con un buon sesto posto nella sciabola. Fin qui le luci di questa spedizione. Le maggiori perplessità ha destato invece il settore sanda, non certo per demerito degli atleti, diretti con esperienza dal M° Ugo Mazzarella. Brillano, infatti, la medaglia d'argento conquistata dall'ottimo Antonio Saracino nella categoria +90 kg e quella di bronzo di Ottonello nei -56 kg. Un po' deludente è apparso in generale il divario tra il sanda nostrano e quello delle altre nazioni, non solo dell'Europa dell'est, tradizionalmente le più forti. Si è visto con chiarezza, in poche parole, che il futuro del sanda internazionale va rapidamente verso il professionismo, ancor più velocemente che per le forme. La Fiwuk non sembra al momento attrezzata per intraprendere questa strada. Un'edizione degli Europei su cui riflettere non solo per i positivi risultati agonistici dei nostri ragazzi, che danno sempre e comunque fiducia, ma anche più in generale per il futuro del wushu continentale che a Rotterdam ha dimostrato di essere in salute dal punto di vista organizzativo, un po' meno dal punto di vista della preparazione tecnica degli arbitri, perenne tallone d'Achille di questa splendida disciplina. Bruno Garnieri |
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