
Campionato italiano 2000 di wushu - taolu - tai ji quan
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di Mario Pasotti |
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Che
gioia poter parlare dopo tanti misfatti federali di un campionato italiano
ben riuscito. Sembrava ormai che ci si dovesse abituare allo squallore di
Chianciano, per non tornare ancora più indietro con la memoria: alle
nottate passate a gareggiare invece che ha letto a dormire, alle urla del
sanshou mischiate agli shuan fei jiao del taolu, alla premiazione senza
podio...... Che brividi! Invece i recenti campionati nazionali di taolu a Lavagna sono stati molto ben organizzate e tutto è filato liscio: tempi rispettati senza nemmeno dover " tirare " sulla pausa pranzo! Crederei al miracolo se non sapessi che dietro tutto, in regia, c'era l'amico maestro Luca Ghinolfi , dimostratosi ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, organizzatore attento e di sicura efficienza. Una garanzia, insomma. Il quale è riuscito anche a ritagliare una mezz'ora all'interno della domenica pomeriggio per una breve esibizione con premiazione degli atleti nazionali che in questi ultimi anni hanno regalato lustro e soddisfazioni alla Fiwuk. Piccola cosa, ma di grande qualità. Di quelle che piacciono al sottoscritto. E poi il minimo dovuto a questi ragazzi! Una nota di merito la vorrei anche riservare ad alcuni arbitri. Sorpresi? Già. Proprio dalla posizione di giudice, che nell'occasione o rivestito, ho potuto apprezzare la maturata competenza di giudici di gara come Zanni, Stilli, Gigante, Volpi, preparati ed abili nel gestire senza intoppi un incarico che diventa sempre più serio man mano che il livello dei competitori sale. Apprezzabile anche l'intervento finale del nostro Presidente Falcone, che definendo " roseo " il futuro del wushu italiano e per esso della Fiwuk, non senza una giusta dose di ottimismo, ha ribadito più di una volta che " la federazione esiste perché ci siete voi ", rivolgendosi col dito puntato gli atleti. E in questa frase leggerei una risposta, indiretta a una certa distanza di tempo, alla lettera " sfogo " del nostro Luca Citron pubblicata su Zen Project nell'autunno scorso, più o meno nel periodo del tira e molla sui mondiali di Hong Kong. Lettera che finiva, amaramente, grosso modo così: " la federazione esiste perché esistono gli atleti....". Forse questa frase a Lavagna ronzava ancora un po' nella testa del nostro Presidente, e bene affatto a ribadire concetto. Fin qui tutto bene. Ma non pretenderete che non mi tolga almeno qualche sassolino dalla scarpa... Innanzitutto
una sonora tirata d'orecchie (e chi mi conosce sa che non mi limiterei
solo a quella) ad alcuni
atleti che ancora non hanno imparato la buona educazione della disciplina
in gara, che è come dire non aver capito niente di arti marziali. Mi
viene in mente uno di questi personaggi che, non contento del voto
ricevuto da un giudice ( non il sottoscritto, peraltro ) prima di uscire
dal tappeto di gara ha pensato di sentirsi più virile mimando un colpo di
pistola diretto all'arbitro " incriminato ". Cosa mai viste,
nemmeno nel più becero sanda. Oppure
altre due simpatici giullari che, durante le premiazione finale, momento
che dovrebbe essere la " nostra " festa e nello stesso tempo al
momento di massima serietà, si sono messi addirittura a giocare a calcio!
Senza parole. Altra
nota dolente: non sta crescendo una nuova generazione di atleti in grado
si di sostituire i " vecchi ". Se guardo le categorie cadetti e
speranze devo davvero temere che il taolu italiano sia agonizzante
nonostante l'ottimismo del Presidente. A
questo aggiungo un monito ai " tradizionalisti " a non
abbandonare il wushu moderno, come si è visto a Lavagna: se il settore
moderno affonda, si porta giù anche il settore tradizionale, perché a
livello federale siamo tutti sulla stessa barca! L'impegno per il wushu italiano deve restare quello di lavorare per le nuove generazioni e per il futuro, altrimenti alle Olimpiadi di Pechino del 2008 chi ci manderemo. |
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