
in collaborazione con Zen Project
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Anche
soke Clark ed il presidente Bertoletti alla più prestigiosa manifestazione
dell’anno della World Ju-Jitsu Federation Centinaia di atleti danno vita alla Coppa ItaliaA Norcia si parla livornese Lo Zen Club conquista il «Katana di Vairo»NORCIA
- Storica impresa dello Zen club Livorno a Norcia nel Memorial Vairo, una
delle più importanti manifestazioni nell’anno Wjjf-Italia: sono stati
vinti i tre titoli in palio ovvero, la «Coppa Italia», la «Coppa soke
Clark» ed il trofeo «Katana». La manifestazione di ju-jitsu, da 12
anni, si svolge a Norcia e racchiude, appunto, le più importanti e
prestigiose tra le gare che si svolgono in un anno, nella World ju-jitsu
federation-Italia. Ma non basta: in occasione della presenza del direttore
tecnico internazionale della Federazione, il caposcuola Robert Clark, si
sono tenuti esami di dan. Ed il team livornese, si è arricchito
ulteriormente con il terzo dan ottenuto da Giacomo Taddei e Scheila Di
Rocca ed i primi dan, ovvero la nera, per Andrea Bolano ed Andrea Duran.
Questi ultimi, fanno parte della categoria juniores e, con i loro 26 anni
in... due, sono senz’altro le più giovani cinture nere d’Italia.
Terzo dan anche per Tiziana Pezzetti, nata allo Zen ma da tempo insegnante
nelle palestre di Firenze. La
manifestazione di Norcia ha visto anche quest’anno, una partecipazione
corale, con trecento atleti sui tatami. E’ iniziata con un raduno
tecnico tenuto dai maestri inglesi Robert Clark e Garry Phillip (esperto
di kobudo ovvero di armi della tradizione orientale), in collaborazione
con il presidente della Wjjf-Internazionale, Spartaco Bertoletti ed il Dt
nazionale, Maurizio Silvestri. Quindi,
c’è stata la «Coppa soke Clark», una gara per demo team (ovvero una
competizione a squadre in cui si dimostra l’abilità acquisita nel
combattimento a mano nuda e con armi). Lo Zen club ha schierato i suoi
migliori atleti (Giacomo Taddei, Scheila Di Rocca, Paolo Ghionzoli,
Roberto Barilà, Andrea Salvini, Simone De Gregori, Linda Sanguinetti,
Andrea Bolano, Andrea Duran) ed ha avuto ragione: la Commissione
internazionale, presieduta dallo stesso Clark, ha giudicato la prova
migliore in assoluto, per i suoi contenuti tecnici sia individuali che del
collettivo. Al secondo posto, il team di Livio Proia, terzo il Gym &
Co di Luca Angeli; quarti gli atleti dell’Ugj con il loro maestro, Italo
Francucci. Ogni
team, una storia, è il caso di dirlo. Ed una impostazione diversa. Così,
oltre all’esecuzione di tecnica pura dello Zen e di Proia, c’è stata
l’impostazione prettamente atletica e spettacolare di Angeli. Il lavoro
di questo team, è stato notevole: un mixing tra animazione, acrobatica,
ju-jitsu. Il
tutto condito con una discreta dose di ironia. Suggestivo il messaggio
lanciato da Francucci, immedesimato in un ruolo del vecchio maestro che,
francamente, gli sta stretto, visto quello che, alle soglie ed un po’ di
più dei cinquanta, ha sempre tanta tecnica ed entusiasmo (quel che più
conta), da infondere ad allievi e maestri. Ma
nella Wjjf, come si sa, non esiste età. Né conta la politica. Ci si
confronta, si studia e magari ci si scontra ma sul tatami. Il direttore
tecnico internazionale, soke Clark, è l’esempio. Come il presidente e
maestro, Spartaco Bertoletti che, quando c’è da allenarsi, è sempre il
primo. Noblesse oblige? No, è la sua vocazione. Torniamo
a Norcia. Dopo la prima serie di gare, in onore di soke Clark e dei
trent’anni di attività del Dt nazionale, Silvestri, ci sono stati esami
di dan. Un lavoro molto duro è stato richiesto a Taddei (capo istruttori
dello Zen), Di Rocca (attualmente in servizio alla polizia di Stato) e
Pezzetti. Al termine della prova, la massima autorità del ju-jitsu
mondiale, Clark, si è complimentato con i tre tecnici. Grandi applausi
per i due giovanissimi, Bolano e Duran (categorie junior). Al momento
della cerimonia dell’investitura, un antico rituale ancora vivo che
segna il passaggio dell’atleta nella categoria degli esperti, sugli
spalti sono scese anche lacrime di gioia e di soddisfazione. Quindi,
Coppa Italia. Cinquanta le società partecipanti, con più di trecento
atleti. Gli scioperi nei trasporti, purtroppo hanno fatto arrivare troppo
tardi parecchie squadre. Ma la gara è andata avanti ed ha fornito ottimi
spunti. I livornesi, l’hanno fatta da padrone nelle categorie «pulcini»,
conquistando i primi tre posti con: Valerio Mori Ubaldini- Giulia Scavo-
Veronica Ulivieri; Simone Del Greco-Raul Franceschi; Federico
Ghionzoli-Virginia Casini-Matteo Zini. Secondo posto con Ilaria Bolano,
Jenny Bigongiari e Matteo Anselmi. Nelle speranze, primo posto di Debora
Falaschi e Irene Corsi; terzo di Michele Silvestri-Valerio Grillo-Dario
Marazzini. Sempre tra le speranze, ma categoria cinture verdi-blu, primo,
Riccardo Randis-Grillo-Francesco Pirelli. Nelle speranze, marroni e nere,
primi Duran-Bolano-Sanguinetti; secondi, Ilaria e Andrea Bolano. Il
risultato più prestigioso è stato comunque nella categoria delle nere,
con la squadra Ghionzoli-Salvini-Barilà-Sanguinetti che ha «vendicato»
l’assenza forzata del team di Taddei, che non ha partecipato per un
infortunio a Di Rocca. Il
totale dei punti ottenuti ha fatto «volare» il team labronico verso un
risultato mai ottenuto, da quando esiste il trofeo: la conquista del «katana»,
ovvero una preziosa spada giapponese appartenuta a Vairo Bacaro, uno dei
fondatori della Federazione ormai scomparso. Il vincitore ha diritto a
custodirla per un anno ed entra nell’albo d’oro del Trofeo. Un infortunio, purtroppo, ha bloccato anche il team di Proia. Il patron della manifestazione, ha riportato una lussazione alla spalla sinistra. Ma è riuscito comunque, anche quest’anno, a portare tutto a termine, come da programma. |
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