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di
Carlo Di Blasi
ROMA
- Se il successo di una manifestazione si misura con gli applausi
ricevuti, credo allora che «Oktagon Roma» sia stato il gala di maggior
successo mai organizzato dalla FENASCO. In realtà il merito va alla
grande perfomance dell’italiano, anzi romano, Michele Verginelli.
Nel
palatenda allestito all’interno della Fiera del Fitness di Roma,
domenica 31 ottobre, Michele si sarebbe incontrato con fortissimi
avversari: il lottatore francese Riccio - di origini italiane - vincitore
di «Oktagon Bari», il rumeno Cornelius, un vero bulldozer, con poca
tecnica ma tanta potenza e per finire con il torinese Roberto Cocco,
campione italiano di savate, judoka finalista di «Oktagon Legend» e «Oktagon
Bari». Insomma il «gotha» del free fight europeo.
Nel
palatenda gremito da 2mila spettatori, Riccio affrontava Verginelli,
entrato in scena tra le ovazioni del pubblico, accompagnato dal suo
insegnante, maestro Moroni, uno dei pionieri del free fight in Italia.
Lo
scontro è tremendo; Verginelli ha le stesse caratteristiche di Riccio.
Entrambi lottatori, si avvinghiano l’uno all’altro e la lotta prosegue
a terra. Verginelli rischia lo strangolamento, poi la presa in chiave
articolare della gamba; ma girandosi come una trottola, evita la presa e
fa passare i cinque secondi di lotta a terra permessi (il nuovo
regolamento permette infatti questo tipo di lotta per 5 secondi).
Infine
al secondo round, mentre i due atleti si trovano in piedi in una «testa a
testa» furibondo, parte il gancio sinistro di Michele e con un rumore
agghiacciante la mazzata tribale si abbatte sulla mascella del francese
che piroetta a terra. Per lui è notte fonda...mentre Michele esulta e
passa il turno.
Il
francese, rialzatosi ben oltre i canonici 10 secondi, non ricorda nè il
colpo nè il combattimento. Entra nell’agone Cocco contro Cornelius, il
rumeno d’acciaio; e di essere solido ne dà subito prova. Tutto il
bagaglio tecnico del free fight gli viene dispiegato addosso da Roberto
che lo affronta con continui calci alle gambe e ginocchiate al viso.
L’incontro sembra impari, ma non lo è. Cornelius assorbe tutto e avanza
con una determinazione impressionante.
Il
pubblico si domanda cosa succederà, se Cornelius riuscirà alla fine a
superare il fuoco di sbarramento di Cocco e a «brancarlo» con quei suoi
ganci, un po’ a sventola, che il torinese, allievo di Marco Franza,
evita con spettacolari schivate che strappano gli applausi scroscianti dei
presenti. Dopo l’ennesima ginocchiata in piena faccia, l’epilogo:
taglio all’arcata sopraccigliare e arresto per ferita del monumentale
rumeno. Sarà quindi Cocco a sfidare Verginelli.
Prima
della finale, il pubblico romano assiste alla sfida di thai boxe che vede
contrapposta l’Italia all’Olanda.
Il
campione mondiale Matteo Sciacca affrontava l’olandese Elasrouti della
WPKL, uno dei «top ten» della nota sigla mondiale che annovera tra le
sue fila i migliori atleti del mondo. Elasrouti sale sul ring sicuro di sè,
incassa tranquillo le bordate di Sciacca che per nulla intimorito lo
assale subito. L’olandese non reagisce per tutto il primo round, fino a
che non tira un front kick che spedisce il l’italiano all’angolo
opposto. Il coach Mauro Samperi incita Sciacca che reagisce prontamente
incalzando Elasrouti.
Al
secondo round il conteggio, per un pugno al fegato, veniva a rendere la
vita ancora più difficile a Matteo. Poi con un coraggio da leone si
ributta nell’azione facendo arretrare l’olandese; poca clinch ma
grandi tecniche di calci e pugni. Un’offensiva che obbliga Elasrouti a
spostamenti repentini per mandare a vuoto Sciacca. E questo, con molta
probabilità, porta l’olandese a mettere male un piede per terra con
conseguente slogatura della caviglia che lo costringe all’abbandono.
Vittoria
quindi del campione in carica, per questa sua prima assoluta nel circuito
internazionale FENASCO.
Bravo
Matteo e bravo anche al maestro Samperi che ha saputo guidarlo fin qui.
L’attesa
per la finale di «Oktagon» si potrae intanto con la sfida Italia-Francia
di full contact che vede il piemontese Di Sipio opposto al francese Bounim.
L’incontro è esaltante, Bounim spettacolare ma un po’ troppo
guascone, incassa un calcio girato al viso che lo stende, contato,
prosegue e dopo alcuni scambi al fulmicotone, in un corpo a corpo
furibondo fa partire un gancio che si abbatte sull’italiano
fulminandolo. E Bounim si aggiudica la vittoria.
Ed
arriva il tanto atteso momento della finale di Oktagon. Prima assoluta,
tutta italiana. Cocco piuttosto teso sale sul ring: è la sua terza
occasione in finale ad Oktagon. A Milano l’olandese Vielvoyen lo aveva
eliminato su un suo abbandono, dopo una proiezione a terra in cui era
caduto male; a Bari, Riccio lo aveva eliminato con una leva alla gamba.
Verginelli
sale invece trascinato dall’onda del successo per le vittorie riportate
nei suoi combattimenti, e spiega tutte le sue forze. Arrogante e un po’
irriverente sfotte Cocco, più serio, ma disorientato da questo romano «pirotecnico»
che lo trascina a terra più volte. Si scambiano colpi di pugno e calcio;
Verginelli sembra prevalere ma il match è ancora aperto, fino
all’ennesima sfortuna dell’alfiere torinese.
La
fuoriuscita della spalla dalla sua sede obbliga Roberto alla resa. E
Verginelli è il primo italiano a vincere un «Oktagon»...Dopo
l’inglese Hasdell, gli olandesi Van Esdonk e Vielvoyen, il francese
Riccio, Michele Verginelli entra nell’olimpo degli eroi di Oktagon, e
vince il biglietto per Oktagon Millennium a Milano il 6 maggio 2000. Qui
incontrerà Vielvoyen, campione uscente, e tutti i miglior free fighters
mondiali.
Nella
serata la sfida di full e kick Roma-Napoli, vedeva prevalere per una
vittoria e 2 pareggi, la componente laziale del presidente Rossini e del
Ct Ciro Cortese, contro quella pur valida del presidente campano Salemme e
del maestro Izzi.
La
sfida femminile di full contact veniva vinta dalla romana Marcenaro.
Insomma una volta per tutte, Roma «Caput Mundi».
Ma
chi è Michele Verginelli? Campione di sanda, emerse nel circuito della
Cka del maestro Fulvo, seguito fin dall’inizio della carrieta dal
maestro Moroni, Verginelli viene scoperto dagli addetti ai lavori durante
la «Sfida 2» di Padova: vince con l’ottimo Biolcati di Vicenza. Giunge
così al famigerato Ufc di Roncadelle di Brescia dove il promoter
Panattoni, propone per la prima volta il free fight a mani nude nella
gabbia. Al di là di ogni valutazione sull’evento, resta il valore di
Verginelli che travolge l’olandese Faverus della Mejiro Gym e trionfa.
Ecco le credenziali con le quali si è presentato Verginelli in Fenasco.
Un passaporto per entrare nel circuito internazionale più prestigioso
d’Europa. |