
In collaborazione con Zen Project
Massimo Rizzoli , il campione |
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| LIVORNO Le mani verso lalto del campione, il palazzetto esplode in un boato. Lavversario si ritira al suo angolo sicuro di aver fatto quello che poteva: poco per Massimo Rizzoli, di altra classe, altro livello e, soprattutto con una carica e serenità che difficilmente possono essere abbattuti con pugni e calci., Esultano le centinaia di livornesi presenti sugli spalti. Il loro beniamino torna ad essere campione del mondo. Abbraccia il fratello Patrizio poi si sporge dai genitori. "Lavevo detto, mamma, che stasera dovevi venire". E la signora Delis che da tempo, di incontri del figlio, spesso allestero, non ne vedeva più, piange di gioia. Anche babbo Alfredo, già campioncino di pugilato, è commosso. Ma gli amici di Massimo vogliono la loro parte e la famiglia si...allarga. Baci e abbracci per il campione, il fratello allenatore, padre, mamma, tutti insieme in una grande festa. Tutti speravano in questa vittoria. Che non era assolutamente scontata. Anche perchè i Rizzoli si sono trovati di fronte, praticamente allultimo momento, un nuovo avversario, praticamente sconosciuto. Ma facciamo un balzo indietro nel tempo per arrivare allincontro di questa serata, il clou di una due giorni di competizioni targata Fiam. Lincontro per il titolo mondiale professionistico di kick boxing dei pesi piuma. Sul ring, appunto, un grande campione, il livornese Massimo Rizzoli della palestra Rendoki (scuderia Balistic) ed il marocchino Amed Mottovi, 26 anni (Rizzoli ne ha 33). Al combattimento si arriva dopo la sconfitta per ferita del livornese, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, contro Reily Morris di Manchester, in Germania. Era un incontro che Massimo stava vincendo: Morris era già stato contato quattro volte in sei riprese. Poi, la ferita ed il medico che blocca lincontro alla decima ripresa, per la disperazione di Rizzoli e del team della sua scuderia, la Balistic. Immediata la sfida del livornese che, il titolo lo deteneva da otto anni. Ma Morris, non ha voluto sfidare la fortuna e, piuttosto che vedersela di nuovo con Massimo in un incontro certo molto difficile, ha rinunciato al titolo, rimasto vacante. Essendo Mottovi, il numero due in lista per tentare la conquista del mondiale, a salire sul ring tocca a lui. Il match non si presentava match facile per il livornese che, ormai, conosceva le caratteristiche di Morris. Col marocchino, è tutto da rifare. Di lui si sapeva che era un osso duro da rodere. Fa parte della scuderia franco-belga di Hasis Catù, una delle migliori dEuropa. Ha 35 incontri al suo attivo, dei quali solo due persi. Massimo conta sullesperienza, sulla sua precisione e la potenza dei colpi, un bagaglio che lha tenuto, per anni, in vetta alla kick boxing professionista. "Questa sfida non mi spaventa affermava prima dellincontro mi sento in perfetta forma e ritengo di aver raggiunto una grande maturità, sia fisica che psicologica. Eppoi ha aggiunto scherzando ho molte frecce al mio arco. Che, naturalmente, scaglierò al momento opportuno". La strategia del combattimento, studiata col fratello Patrizio, è stata indubbiamente uno dei cardini della vittoria. "Ritenevamo che lavversario si fosse preparato spiega Patrizio Rizzoli per evitare i potenti e precisi low kick di Massimo. Ci siamo comportati di conseguenza". Ovvero, Massimo è partito con attacchi alla testa. Lavversario, sorpreso, è stato toccato duro più volte. In particolare alla terza ripresa: "A quel punto abbiamo deciso di chiudere la distanza e Mottovi è stato colpito ancora alla testa ma con la tibia. Questo, ritengo sia stato decisivo". Mottovi si arrende e Massimo riprende quello che ritiene sia suo di diritto. Era questo lottavo combattimento per mantenere il titolo, conquistato nel 1990. Un grande campione, su questo non ci sono dubbi. "Dedico la vittoria ai miei genitori , alla mia famiglia ed ai miei sostenitori". E ora? "Abbiamo avuto unofferta interessante comunica Patrizio il campionato del mondo di thai boxe, in giugno, in Croazia. Unofferta interessante. Probabilmente accetteremo". |
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