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Intervista a Tiziana
D’Andrea, campionessa italiana di Wushu, prima occidentale ad insidiare
le atlete orientali ai recenti Campionati
mondiali di Hong Kong
Incontriamo Tiziana nel Centro
Ginnico Sportivo Olympia di Via Nomentana. Prima di iniziare
l’intervista la osserviamo mentre conclude il suo allenamento
quotidiano. I movimenti , eseguiti in silenzio, appaiono di una precisione
scientifica, quasi a disegnare con estrema cura invisibili cerchi ed
ellissi. Ci sentiamo quasi in imbarazzo a dover disturbare la
concentrazione che per forza di cose deve accompagnare tale precisione.
Il curriculum di Tiziana ci
incute una certa soggezione (Baltimora nel '95 : 4° posto in Bastone, 5°
posto in Nanquan , Hong Kong nel '99: 7° posto nel Nanquan ) .
Fortunatamente dopo l’inchino rituale Tiziana si volta verso di noi e
con un sorriso ci chiede se siamo proprio noi quelli dell’intervista…
>D: Tiziana , ti
aspettavi un risultato così eclatante ai mondiali che si sono svolti ad
Hong Kong ?
Sinceramente miravo ad ottenere qualcosa, questo sì, d'altra parte
penso che decidere di partecipare ad un simile evento senza porsi un
obiettivo non avrebbe senso. Inaspettata e' la posizione e la specialita'
in cui l'ho ottenuta anche se in fondo in fondo, soprattutto dopo
l'esperienza di Baltimora (Mondiali del '95 in cui sono arrivata 5 nel
Nanquan) avrei dovuto aspettarmelo. Comunque, arrivata all' ultimo giorno
di gara ho tentato il tutto per tutto, era una sfida contro me stessa per
verificare e dimostrare quanto raggiunto a Baltimora
>D: Le orientali
rimangono ancora così inarrivabili, o vedi la possibilità
di superarle in tempi brevi?
Con tutta sincerita' ti diro' che all'inizio e
qualche volta anche durante l'evento ho avuto la sensazione di gareggiare
contro degli atleti insuperabili ma devo anche dire che mi ero forse
preoccupata troppo del mondo Orientale.
Non fraintendermi, e' ovvio che il loro livello e' ancora altissimo
rispetto agli atleti non professionisti come noi ma e' pur vero che se
consideriamo quanto tempo ognuno di noi puo' dedicare ai suoi allenamenti
, oltre al lavoro e a tutto il resto, comunque risultati come il mio
possono stimolarci a crescere per migliorare sempre di piu'. Non so dire
se gli Orientali ed i Cinesi in genere siano o meno raggiungibili ma sono
sicura che se ognuno di noi (intendo gli Europei non professionisti) si
dedicassero con la stessa dedizione di questi atleti al Wushu, sicuramente
potremmo mirare a risultati piu' alti ed avvicinarci di piu’ a loro
(magari un 3° posto). Per quanto mi riguarda sono comunque molto
soddisfatta e chiaramente spero di poter riconfermare ed incrementare i
miei traguardi e quindi il mio livello.
>D: Quali
prospettive hai per il tuo futuro? E' vero che il Wushu diverrà
>disciplina Olimpica dimostrativa?
Come ogni anno penso ai Campionati Nazionali,
meta importante sia dal punto di vista personale che sportivo, se poi ci
saranno altri eventi e competizioni a cui poter partecipare ben vengano.
E' importante potersi confrontare con gli altri ma soprattutto con se
stessi, io la penso in questo modo e seguo questo principio. Sì, e' vero
che il Wushu diventera' disciplina Olimpica e questo e' senza dubbio una
grande meta per ogni praticante, tecnico, dirigente e Soc. Sportiva.
Ovviamente occorrera' del tempo ma le cose sembrano andare per il verso
giusto, comunque preferisco non sbilanciarmi troppo.
>D: Che rapporto
si è instaurato con le tue rivali/colleghe? Avete fraternizzato o c'è
stato un rapporto basato esclusivamente sulla competizione?
Per quanto mi riguarda, personalmente ho
cercato di instaurare un buon rapporto, anzi e' stata una delle cose alle
quali ho pensato sin dall'inizio. Mi piace gareggiare e sentire lo spirito
agonistico ma mi piace anche scherzare e parlare con le persone che
condividono questa mia passione. D'altra parte non sono stata l'unica a
provare questi sentimenti e quindi e' stato tutto piu' semplice. Poi e'
ovvio c'e' anche chi preferisce stare da parte. E' una cosa soggettiva :)
>D: Cosa ti
rimarrà di più di questa esperienza?
Non c'e' una cosa in particolare che
ricordero'. O forse e' meglio dire sono Una e Centomila. E' stato un
viaggio in cui ho avuto occasione di fare diverse amicizie alcune delle
quali vorrei mantenere. Con altri invece ho condiviso un sorriso, una
gioia del momento oppure due chiacchiere quando finisci la gara e quando
la sera del Party finale ci si saluta e ci si scambia il biglietto da
visita (cerimonia importantissima perciò fondamentale esserne forniti).
E'
stato anche un viaggio che oltre ad un Campionato e' stato un altro
viaggio dentro di me e dentro lo sconfinato universo del Wushu, dal quale
ho avuto tanto, non solo il risultato sportivo ma anche cose quali le
soddisfazioni e la crescita personale. E tante altri piccoli momenti
semplici ma di vita vissuta, dei quali vorrei rendere partecipi gli altri
studenti della ns. scuola affinche' siano di stimolo al loro allenamento
quotidiano sia esso amatoriale che agonistico
>D:
Che impressioni hai avuto della città di Hong Kong. Il gareggiare
in un posto così bello ti ha anche dato una carica in più?
HK mi ha affascinato molto perche' non sono
mai stata in Cina e questo primo viaggio a meta'
tra l'Oriente e l'Occidente e' stato decisamente un impatto soft
con un paese che mi auguro al piu' presto di visitare. Da un lato la
Tecnologia e dall'altra la semplicita' di vedere e fare le cose, ad
esempio e' incredibile vedere che in mezzo a tanto HI-TECH, si usino le
canne di Bambù per allestire le impalcature sui palazzi.
Sì, mi ha caricato nel senso che mi sono sentita piu' vicina alla
patria del Wushu e piu' ricca dentro, non e' facile da spiegare ma ho
sentito molta positivita' nel gareggiare lì. Del resto ogni evento veniva
controllato e gestito con grande professionalita' e precisione mantenendo
comunque un'atmosfera tranquilla ed umana per non creare inutili tensioni
>D: Quali sono
le caratteristiche che ti hanno fatto appassionare a questa pratica?
Inizialmente volevo studiare un Arte Marziale
perche' appassionata dei film di Bruce Lee e non conoscevo il Wushu. In
seguito l'ho conosciuto e mi sono appassionata vedendo quella che ora e'
il mio M°. Li Rong Mei e' stata la prima ragazza che ho visto in una
dimostrazione di Wushu e questo mi ha colpito soprattutto perche' volevo
imparare a difendermi e lei nelle sue performance mi dava l'idea di grande
forza e coraggio oltre ad essere molto carismatica.
Poi
ho cominciato a conoscere me stessa ed in parallelo ad approfondire il
Wushu del quale apprezzavo la tecnica, la precisione le qualita' come l'interiorita',
lo spirito di sacrificio, la concentrazione ecc. mi facevano sperare di
migliorare me stessa e di crescere superando limiti e difetti
> D: Cosa pensi
possa insegnare ai giovani la pratica del Wushu?
Posso sperare che insegni cio' che ha
insegnato a me, come sempre faccio riferimento alla mia esperienza perche'
e' qualcosa che ritengo importantissima in qualita' di mio background ed
ai fini della mia crescita. Il Wushu puo' insegnare e puo' dare molto.
Puo' insegnare innanzitutto a conoscersi meglio,
attraverso un autoesame in cui si valutano quelli che sono i ns.
difetti, le ns. paure ed ovviamente anche i ns. pregi e le qualita' che
ognuno di noi possiede. Piu' ti conosci e piu' puoi crescere perche' ti
poni davanti un obiettivo che decidi di raggiungere o magari di superare.
Una strategia che ho imparato a seguire e che ritengo valida e' quella di
aspirare sempre molto in alto quando ci si pone un obiettivo, faccio un
esempio. Nel mio caso il mio obiettivo e' stato inizialmente quello di
poter diventare un'ottima atleta, praticante ed insegnante basandomi sul
modello Li Rong Mei. E' ovvio che per una serie di cose non sara' del
tutto possibile raggiungere l'obiettivo per esempio:
-
l'eta' in cui ho iniziato a praticare (17 anni),
-
la periodicita' ed intensita' degli allenamenti legati anche ad impegni
lavorativi e quindi professionali
-
la preparazione e propensione fisica a questa disciplina che e'
chiaramente legata non solo a fattori fisiologici ma anche cronologici
-
la classe (che come si dice non e' acqua)
-
lo spirito, la forza di volonta' e la capacita' di concentrazione
ecc.
ecc.
Sempre
facendo riferimento a me stessa ecco quante cose devo valutare, ma cio'
non toglie che nell'applicarmi al raggiungimento di questo obiettivo, ne
raggiunga nel frattempo degli altri piu' piccoli uno dopo l'altro come i
gradini di una scala. Qualcuno magari puo' non ritenere valido il mio
ragionamento ma come insisto a dire questo e' quello che io penso e decido
di seguire. Si potrebbero perseguire dei singoli obiettivi piu' piccoli
perche' come si dice chi va' piano va' sano e lontano oppure perche' e'
giusto fare un passo alla volta. Sicuramente, non lo metto in dubbio ma
per come sono fatta io guardo sempre la cima ed anche se spesso, quando
seguo gli studenti piu' giovani della ns. scuola consiglio di fare le cose
passo dopo passo, comunque so' cosa voglio e questa decisione mi aiuta a
lavorare su tutto cio' che sta tra me e la cima della montagna dandomi
piu' stimolo. Come vedi gia' conoscersi meglio puo' essere un grande
insegnamento. Da questo poi si puo' imparare ad avere sicurezza, fiducia,
convinzione, forza
di volonta' e concentrazione che uniti a Passione e Caparbieta' con me
hanno dato buoni risultati. E poi si puo' migliorare il proprio carattere,
io che sono sempre stata timida, introversa e vergognosa ho imparato ed
apprezzato come sono cambiata in positivo nei rapporti sociali apprezzando
anche lo spirito di sacrificio e la disciplina. Da non dimenticare poi il
miglioramento del proprio fisico. Insomma tutto cio' che ci fa' maturare e
crescere il Wushu lo puo' insegnare
D: Quali sono
- secondo te i segreti per arrivare ai massimi livelli come
tu hai fatto.
Quello che ho
detto sopra credo sia valido anche in questo caso. Avere sempre in mente
cio' che vuoi ed applicare lo stesso spirito che usi per allenarti nel
resto della vita quotidiana fanno del tuo Wushu qualcosa di ricco e di
completo fino a farlo diventare parte della tua vita stessa.
D:
Tiziana D'Andrea, oltre a praticare Wushu, cosa fa nella vita?
Quando non e' in
palestra o ad allenarsi, Tiziana D'Andrea lavora presso un Internet
Service Provider che in Italia e' tra i migliori, posso dire il migliore ?
;) Lavoro nella Direz. Commerciale di questa giovane e promettente impresa
per circa 8 ore al giorno ed anche lì lavorando davanti al Computer
applico il mio personale Wushu :)
D:
E non trovi una contraddizione tra la freddezza dei computers e la
spiritualità del Wushu?
No, assolutamente, forse mi pesa il fatto di
stare tanto tempo seduta, questo si. Se fosse per me sarei sempre a
saltellare in palestra, ma in fondo -
come mi ripeto sempre - l'equilibrio sta nel mezzo e quindi quale migliore
miscela tra Tecnologia ed Arte Marziale ? E poi anche qui mi alleno nel
Wushu concentrandomi sul lavoro ed accrescendo la resistenza psichica
necessaria a svolgere lavori che coinvolgono non tanto il corpo la mente.
Poi e' grazie al PC e ad Internet che ho realizzato il mio piccolo sito
web sul Wushu che non trovo mai il tempo di aggiornare.
D:
Desideri ringraziare qualcuno in maniera particolare?
Le persone da
ringraziare sono moltissime e non basterebbe lo spazio. Sicuramente i piu'
vicini ma rappresentativi, tutti gli altri anche se non sono nominati sono
naturalmente inclusi. Ringrazio il M° Li Rong Mei ed il Presidente dell'
EWA Sergio Casavecchia, il M° Elsa Manenti ed il piu' anziano praticante
ed amico di Wushu, Claudio Depino, da non dimenicare Walter il
Proprietario della Palestra in mi alleno ed ovviamente il mio fidanzato
Daniele Nuovo sempre presente sia fisicamente che moralmente e
sentimentalmente ed ovviamente i miei familiari e tutti i miei piu' cari
amici. Forse il mio ringraziamento particolare va' a qualcuno....a me
stessa in qualita' di essenza, di spirito o come dir si voglia, senza
il quale obiettivamente Tiziana non avrebbe potuto fare niente.
Salutiamo Tiziana
con la speranza di vederla un giorno sul podio
di qualche Campionato del mondo, o chissà dell’Olimpiade. E
pensare che alla maggior parte di noi tutto quello che ci avevano ispirato
i film di Bruce Lee, era
stata qualche mossa segreta per stendere i nostri compagni di classe
antipatici…
L.V.S.
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