Campionato Europeo Juniores di Judo 1999

L’Italia si ra…Allegra con Salvatore

Tre medaglie per la rappresentativa azzurra conquistate solo nella classe maschile con Allegra, Casale e Bruyere. Per le donne solo il quinto posto di Francesca Congia.

di Franco Di Feliceantonio

 Grande prova dell’organizzazione federale in occasione dei Campionati Europei Juniores, svoltisi al Lido di Ostia. Tutto ha funzionato perfettamente  nei minimi dettagli e neanche il pubblico è mancato, quasi a riprova che a Roma si va al Palafilpjk solo per le grandi occasioni.

Grande kermesse per tre giorni, forse troppi per questa tipologia di gara ma l’UEJ si sforza a complicare la vita alle organizzazioni locali e certamente a se stessa. Spesso ci chiediamo il perché di tante approssimazioni, come della mancanza di uno sponsor sui dorsali degli atleti partecipanti ma se solo si sapesse che l’Unione Europea ha messo a conoscenza la nostra federazione di alcuni dettagli, pubblicitari ed organizzativi, solo qualche giorno prima, allora si può avere la misura dei miracoli che la FILPJK è riuscita a realizzare grazie alla collaborazione instancabile di alcuni addetti ai lavori.

Per tornare alla gara, questi europei di fine millennio sono senza dubbio stati tra i più belli degli ultimi anni, ed anche se l’Italia non è riuscita a strappare nessuna medaglia d’oro, il bottino complessivo è stato soddisfacente. Assenti solo le rappresentanti della squadra femminile, che per tradizione regalano da anni all’Italia soddisfazioni e medaglie ma questa volta non è andata così nonostante giocassimo in casa.

Un argento con Salvatore Allegra e due bronzi rispettivamente con Giovanni Casale e Francesco Bruyere, questo in definitiva il pacchetto dell’Italia al termine di questa manifestazione. La vera delusione è forse arrivata da un grande-piccolo fuoriclasse, il romano Roberto Meloni che da anni viene definito come la nuova promessa del judo azzurro ma da anni viene anche sottoposto ad un peso psicologico di responsabilità troppo grande e  questo resta l’unico neo di queste tre giornate di gara. Una partecipazione record di 51 nazioni e la distribuzione delle 28 medaglie in palio a 14 paesi la dice lunga su quanto sia diventato difficile ottenere risultati d’effetto ma non per questo dobbiamo permettere facili elogi e critiche sprezzanti. Il risultato dell’Italia e perfettamente in linea con le attuali possibilità della nazionale tricolore anche se alcune prestazioni potevano senza alcun dubbio essere migliorate ma questa analisi spetta alla direzione tecnica a noi il compito della cronaca.

Certo che se qualcuno avesse assistito ai primi match del carabiniere Roberto Meloni, in pochi avrebbero giurato che non sarebbe riuscito a salire sul podio europeo. Tre ippon eccezionali ma anche due imperdonabili sciocchezze, dapprima contro l’uranage del russo Perchine e poi contro l’uchi mata del tedesco Knobloch a pochi istanti dall’inizio. Segno evidente della mancanza assoluta di concentrazione.

Nulla da dire a Salvatore Allegra, unico azzurro ad aver combattuto per l’oro, che però in finale ha trovato un ostacolo insormontabile, quello del panzer russo Gadjmagomedov. Una gara che consacra il giovane atleta come uno dei probabili titolari della sua categoria per il prossimo quadriennio olimpico.

Complimenti comunque anche ai due bronzi vinti grazie alle prove di Giovanni Casale e Francesco Bruyere. Il primo si propone oramai da tempo come il successore del grande Girolamo Giovinazzo mentre per Francesco Bruyere si era in attesa di un risultato all’altezza delle sue aspettative e finalmente è arrivato. Comunque sia grande determinazione da parte di entrambi che ora dovranno cominciare a fare i conti con i senior a livello internazionale in due categorie particolarmente impegnative.

Da segnalare anche la prova di Daniele Pistillo che dopo una buona gara si auto eliminato, prima sottovalutando lo svizzero Egger e poi nel match successivo con un’azione pericolosa che gli ha pregiudicato l’esito finale.

In campo femminile le cose sono andate nel complesso abbastanza male. Gli obiettivi erano puntati sul Laura Maddaloni, sorella del pluri campione europeo Giuseppe e su Roberta Grassi e tutte e due hanno lasciato il proprio pubblico con l’amaro in bocca, speriamo per un inconveniente di percorso. Bene invece è andata Francesca Congia, l’unica ad aver raggiunto il quinto posto tra le rappresentanti della squadra rosa.

Forse l’unica soddisfazione al termine di questi europei è quella di vedere finalmente crescere gli uomini più delle donne, visto che le rappresentanti della prima squadra non hanno bisogno di rafforzativi e che in questo ultimo decennio sono state proprio loro a regalare le maggiori soddisfazioni all’Italia, chissà che dopo Sidney non riusciremo ad avere una squadra compatta in tutte le categorie.

Si chiude così questa breve panoramica degli europei juniores, che ricordiamo l’UEJ ha assegnato all’Italia dopo che la Jugoslavia era stata costretta a rinunciare per le note storie del Kossovo, un motivo in più di soddisfazione per la FILPJK che ha dato così prova di maturità sotto l’aspetto organizzativo, soprattutto alla luce dei pessimi mondiali di Birmingham dove ha trionfato solo il judo!

 

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