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Il decalogo della corretta alimentazione
7.0 Introduzione
Nell'epoca moderna di oscuro vi è pochissimo salvo, forse, le residue qualità dell'anima. Ciò è, in fondo, anche il suo limite. Anticamente dei grandi filosofi, attori, poeti, drammaturghi e via elencando, si sapeva poco o nulla a parte il fatto, abbastanza importante, che facevano tutti il proprio dovere.
I filosofi filosofeggiavano, gli attori recitavano, i poeti poetavano ed i drammaturghi -
Ora di tutti loro e, purtroppo, anche di un sacco di altra gente assolutamente inutile si sa tutto anche le cose più importanti come, ad esempio, il numero di foruncoli che abbelliscono i loro glutei, la misura del reggiseno o, anche, la loro opinione su tutte le questioni che non li riguardano e sulle quali sanno poco o nulla.
Proprio recentemente, ad esempio, un'attricetta delle peggiori (epperò straordinariamente ben dotata per quanto riguarda carrozzeria ed accessori) è stata inter rogata a lungo da centinaia di giornalisti su ogni argomento possibile dello sci bile umano: non è capitato per caso, è stato fatto apposta.
Le è stata perfino chiesta una (autorevole) opinione sull'esistenza o meno della vita ultraterrena: confesso di averla vista confusa.
D'altra parte non è stata colpa sua. Se ad una persona mediamente intelligente chiederete opinioni di tal calibro, ella tituberà e porrà mille "distinguo", se le chiederete ad uno scemo ve le darà per giorni e giorni senza alcuna riserva.
Il suo sproloquio potrà essere fermato solo con l'aiuto di un bazooka o di una mitraglia. Cosi è accaduto in tale occasione. Ho seguito tutta la vicenda con estremo interesse: volevo appurare, fra un accavallare e scavallare di splendide coscie, se la bimba indossasse o meno gli slips.
Non sono giunto ad una opinione certa: capita quasi sempre cosi, anche nella Storia del Pensiero, per ogni questione che potrebbe cambiare il mondo.
Ringraziate proprio questo tipo di temperie culturale se, dopo l'enunciazione dei Dieci Comandamenti della corretta alimentazione, dovrete pipparvi (da to pip pip, pip verbo irregolare inglese) una serie di sostanziose spiegazioni.
Solo qualche decennio fa vi avrebbero fatto imparare a memoria solo le enunciazioni e ve le avrebbero fatte recitare a Natale, Capodanno, Epifania, in tutte quelle solennità, insomma, dove la Festa dello Stomaco ha da tempo sostituito la festa dell'anima e degli affetti.
Ricordate un antico, prezioso detto: "Non fate troppa festa al vostro stomaco se non volete che, prima o poi, sia lui a far la festa a voi." (Cosi parlò Zaratustra ed anche il vostro Autore preferito: praticamente un coro alpino).
Il percorso sarà il seguente: ogni paragrafo riporterà uno dei principi enunciati nel precedente capitolo.
Il paragrafo sarà poi chiosato con dovizia di scienza, nozioni, commenti e chi più ne ha più ne metta: tutti i particolari in cronaca.
Orbene (orbene mi piace, dovremmo usarlo più spesso) cominciamo dal:
7.1 Principio numero uno
a -
b -
c -
I più colti fra i miei lettori (cioè tutti) tenderanno a storcere il naso: "Banalità, banalità, banalità! Ci aspettavamo ben altro da un Autore cosi spaventosamente fervido ed iconoclasta."
Dopo aver loro rivolto un rispettoso invito perchè usino termini tali che anche il loro Autore preferito possa comprenderli senza l'ausilio di un Dizionario, proseguirò contestando con vigore che queste enunciazioni siano poi cosi scontate.
Ho ancora nelle orecchie e (ahi!) negli occhi la voce di una balenottera di qualche centinaio di chili che, mostrandosi in tutto il suo splendore, mi riferiva che, a suo dire, tutto ciò che si vedeva, per ettari all'intorno, era null'altro che gonfio re.
Rimase molto sconvolta nell'apprendere che io pensavo, al contrario, che tut to ciò che riempiva il nostro orizzonte non fosse null'altro che grasso e della qualità migliore: carne che, se ben cucinata, avrebbe potuto massicciamente contribuire alla sconfitta della fame nel mondo.
Altri danno colpa della prominenza del loro stomaco, che a volte oscura il sole, a forme poco conosciute di aerofagia o ad una respirazione troppo profonda.
Altri ancora pensano che ciò che li fa sembrare più simili a tendoni da circo che ad essere umani, sia l'acqua minerale gassata (la cosiddetta sindrome del pallon cino gonfio) e si ripromettono di passare, al più presto, all'acqua naturale.
A nessuno di loro viene alla mente che ingozzarsi come maiali da ingrasso da mane a sera senza fare alcun tipo di movimento possa avere qualche parte, sia pure marginale, nel fenomeno di continua espansione che li affligge.
Come altre volte ho ripetuto ognuno di noi è un universo e quindi ognuno di noi dovrà assumere quantitativi diversi di calorie a seconda di età, sesso, altezza, muscolatura, metabolismo di base, tipo di applicazioni e di vita ecc.
Ma una cosa rimane comunque certa: ogni volta che assumeremo un quantitativo di calorie superiore al nostro fabbisogno, qualunque esso sia, l'eccesso verrà trasformato in materiale di riserva ed immagazzinato in attesa di tempi migliori.
L'unico buon modo di eliminare le eccedenze caloriche prima che si trasformino (e vi trasformino) in rotoli di grasso sparsi per ogni dove è aumentare il movimento incrementando cosi il dispendio energetico.
Ciò favorirà, fra l'altro, il miglioramento del tono muscolare, porterà enormi benefici ad articolazioni, legamenti, tendini (con alcune eccezioni che esaminere mo successivamente) e migliorerà assai la funzionalità di tutto il nostro sistema cardiovascolare.
7.2 Principio numero due
I materiali di riserva a disposizione del nostro organismo sono:
1 -
2 -
3 -
I più attenti fra i lettori, probabilmente quelli del primo banco, si chiederanno se l'ordine di presentazione dei materiali di riserva corrisponda o no all'ordine del loro utilizzo. La risposta è: ebbene si! In caso di necessità il nostro organismo tenderà ad utilizzare, in condizioni normali, dapprima il materiale proteico e, successivamente, grasso e, soltanto in ca so di terremoti organici, ossa: questo essi dietologi non ve lo dicono mai.
Ma alcuni lettori non sono ancora soddisfatti e si dimenano (forse orticaria?) sulle loro poltrone, chiedendosi con insistenza: "Che fine hanno fatto i carboidrati?"
Una splendida domanda che fa loro onore e che rivela che...non hanno studiato abbastanza.
I carboidrati, infatti, sono si riserve energetiche, ma lo sono nel breve periodo e vengono, in caso di necessità, consumati subito ove vi sia richiesta immediata di energia.
Difficilmente una buona riserva di glicogeno (che nel migliore dei casi si aggira sui 500 grammi) aumenterà a dismisura il vostro peso corporeo.
Allorquando vi sottoponete, astutamente, ad una dieta fortemente ipocalorica, il processo che si instaura è, indicativamente, il seguente:
a -
b -
c -
d -
d1 -
d2 -
d3 -
d4 -
e -
segue ........
Beniamino Ferrari